21 Febbraio 2012

Mio caro amico...

Per troppo tempo ti ho abbandonato lasciandoti all'incuria, dimenticandomi di averti creato, di averti dato una forma così particolare, di cui ora sono tremendamente orgogliosa!

Già, tutto questo l'ho creato io, dal nulla. Rileggendo le pagine del passato, emergono ricordi dolorosi, eventi ormai trascorsi e persi nell'oblio, ma anche passioni nascoste e poi ritrovate, vecchie e nuove amicizie, valori quasi scomparsi..

È davvero strano rileggere di ciò che è stato tempo fa, sembra che le emozioni rivivano, anzi che alcuni pensieri e sensazioni non se ne siano mai andati in realtà, e siano rimasti lì, immobili, in attesa che io li riportassi alla luce, dopo un periodo di buio e oscurità totale.

Già, la giusta descrizione per il tempo trascorso da qualche anno a questa parte è esattamente questa! Credo di essermi davvero perduta, di aver perso la "bussola" della mia vita.. vago qua e là in cerca di qualcuno/qualcosa, senza però ottenere nulla di concreto. Anzi, penso proprio che quello che ho ricavato finora sia stata una confusione ancora più grande, un caos più oscuro e penetrante, una ricerca senza esiti né risultati rilevanti. Più tentavo di porre dei paletti e dei punti fermi in questo enorme buco nero, più mi rendevo conto di quanto ciò fosse inutile e controproducente. Anche gli affetti che ritenevo più importanti e stabili, col tempo si sono dissolti come neve al sole, lasciando un vuoto.

Dunque è questo il mio destino, a cui sempre faccio ritorno nonostante gli eventi e il trascorrere degli anni? È tornare a scrivere, a esprimere i miei pensieri in questo spazio, che all'inizio mi sembrava così angusto e inadatto, ma che poi ho scoperto essere un potente alleato contro i mali e le ottusità delle persone..

Già, è come una sorta di ritorno alle origini, una continua distruzione finalizzata però a costruire qualcosa di nuovo, di più grande e bello..

Oggi, il giorno del mio ventitreesimo compleanno, mi auguro di trovare una nuova via, alla riscoperta di un minuscolo barlume di luce aldilà delle tenebre.

 
12 Febbraio 2012

Higurashi no Naku Koro ni

Hinamizawa è un piccolo paese di campagna circondato da alte vette, verdi d'estate e innevate d'inverno. La sua popolazione, prevalentemente gente contadina, vive pacifica di ciò che la terra può offrire. Un incantevole e tranquillo luogo, caratterizzato da panorami ricchi di particolarità e da profumi capaci di riempire l'anima di allegria.

Keiichi Maebara, il protagonista della vicenda, si è da poco trasferito ad Hinamizawa; frequenta le medie nella piccola scuola del paese, dove le classi non sono suddivise per età e gli studenti più grandi - fra cui Keiichi - spesso coadiuvano gli insegnanti nel loro compito di docenza, assistendo chi rimane indietro con il programma e sorvegliando i più piccoli.

Keiichi è un ragazzo carismatico, curato nell'aspetto e abbastanza disinvolto da riuscire a farsi subito nuove amicizie, legando in particolare con le sue compagne di classe Rena Ryuga, Mion Sonozaki e le piccole Satoko Hojo e Rika Furude. Si forma un gruppo affiatato, dedito nel doposcuola a spensierate attività come giochi di carte o di società, o escursioni fra i boschetti nei dintorni del paesino.

A Hinamizawa Keiichi (ovvero Ke-Chan, come lo chiamano adesso le ragazze) trova insomma tutto ciò che un ragazzo potrebbe desiderare: libertà, divertimento, contatto con la natura e un "harem" di amiche.

 

Presto però, nella cittadina, cominciano a trapelare notizie di fatti strani...

Un giorno, al tramonto mentre si trova in compagnia di Rena nei pressi di una vecchia discarica in disuso, Keiichi incontra Jir? Tomitake, un fotografo freelance in cerca di qualche uccello selvatico da immortalare. Costui lo informa di un inquietante incidente avvenuto quattro anni prima durante i lavori di costruzione di una diga (poi interrotti): il ritrovamento di un cadavere smembrato.

Fortemente scosso dal racconto, Keiichi inizia a documentari su questo e altri misteriosi fatti, sempre collegati al progetto della diga la cui costruzione era stata molto osteggiata dagli abitanti del luogo.



L'indagine di Keiichi giunge a una svolta decisiva quando il ragazzo apprende che ogni anno, dal 1979 - l'anno degli "oscuri" eventi della diga -, si sono ripetuti un omicidio e la sparizione di una persona, mai più ritrovata, e che questi inspiegabili accadimenti hanno luogo sempre in concomitanza con il giorno del Watanagashi Festival, una festività annuale nella quale i cittadini di Hinamizawa fanno tributo alla divinità locale (Oyashiro-sama). Stando a una vecchia leggenda del posto, che narra di una maledizione, la persona che scompare verrebbe in realtà rapita dagli Oni, ossia dai Demoni locali.

Siamo nel 1983... Keiichi sarà presto scaraventato nel mezzo dei misteriosi eventi che circondano il Hinamizawa e il suo Festival, e scoprirà che le sue quattro amiche non sono ciò che sembrano...

Nonostante un "character design" molto kawaii, con personaggi che alle volte appaiono superdeformati per enfatizzare le situazioni buffe, Higurashi no Naku Koro ni si distingue per essere una vicenda seria, complicata ed in grado di tenere incollati allo schermo gli occhi dello spettatore. Capace di momenti davvero inquietanti, questa serie è caratterizzata da colonne sonore azzeccate, da ambientazioni molto curate e ricche di particolari, e da scene ed inquadrature geniali, sia che si tratti di scorci di vita quotidiana che di momenti di tensione spasmodica.

Riguardo lo stile kawaii, la scelta di usarlo potrebbe sembrare strana, e fuorviare il pubblico nei minuti iniziali, o, addirittura, scoraggiarlo dal proseguire nella visione, eppure è proprio uno dei punti forti della serie; i personaggi risultano gradevoli e attraggono l'attenzione dando un'idea di tenerezza ed ingenuità, ma, indifesi e scherzosi nei momenti "felici", riescono di punto in bianco ad assumere delle espressività vocali e facciali davvero inquietanti, nei momenti folli, lasciando letteralmente spiazzato lo spettatore e aggiungendo ulteriore tensione a quella già contenuta nella vicenda.

 
22 Settembre 2010

Russian Cruise

Una motonave (Repin), corsi d'acqua immensi, laghi come mari, panorami bellissimi, foreste grandiose in lontananza, paesini e chiesette sperdute, città come metropoli.
Ecco pochi ma essenziali ingredienti per un viaggio indimenticabile e romantico!






San Pietroburgo è una delle città più occidentali del paese, situata vicino al Mar Baltico. Ricca di fascino e di edifici di diversi stili, colpisce il visitatore per la sua originalità e la sua varietà.


    

Il complesso dell'Ermitage, che comprende vari edifici storici tra cui il Palazzo d'Inverno, il Piccolo e il Grande Ermitage, ospita una delle più grandi collezioni d'arte del mondo (tre milioni di opere tra quadri, monete, sculture, pezzi d'arredamento e oggettistica).



    

Meta degna di visita, i Giardini di Peterhoff, una delle regge dello zar attorno a San Pietroburgo, sulle rive del Golfo di Finlandia.



Durante la navigazione lungo i vari corsi d'acqua (Volga, Svir, Canale Volgo-Baltico, Canale Moscova-Volga) e laghi (Ladoga, Onega..), abbiamo attraversato una trentina di chiuse, che permettono alle navi passeggeri e cargo di superare senza difficoltà i vari dislivelli presenti tra i tratti navigabili.

 

Yaroslavl, città a 300 km a nord-est di Mosca, attraversata dalla ferrovia Transiberiana, fa parte dell'Anello d'Oro, ed è molto interessante per i bellissimi edifici religiosi e civili, e per l'antichità delle sue origini (fondata nel 1071).



   

Mosca invece è caotica, imponente, disordinata, ma ricca di elementi storici. Una città da scoprire, nonostante il primo impatto non troppo incoraggiante (dovuto anche alle pessime condizioni meteorologiche!).



  

Un percorso sicuramente originale ed affascinante, che ci ha coinvolti sia dal punto di vista naturalistico che culturale che umano!


 

 
03 Gennaio 2010

Il mondo di Sofia

 

Finalmente ho appena terminato di leggere questo fantastico romanzo sulla storia della filosofia.

Ideale per chi vuole avvicinarsi per la prima volta a questa materia dal nome altisonante e forse minaccioso, racconta di una ragazzina alle prese con uno strano personaggio che si vuole spacciare per il suo professore di filosofia e che la inizia a un percorso straordinario di presa di coscienza del proprio essere e della situazione che entrambi stanno vivendo.

Da Talete ad Erasmo, da Kierkegaard a Freud, una storia sintetica delle più importanti tappe della filosofia. Un racconto tutto da scoprire, pagina dopo pagina, conduce ad un sorprendente e sfavillante finale inaspettato.

Leggere per scoprire il passato, dal più remoto al più vicino, ma anche un presente di cui non ci si rende affatto conto, e un futuro ancora più incerto e misterioso…

 

“Colui che non sa darsi conto di tremila anni rimane nel buio e vive alla giornata”.

 Johann Wolfgang von Goethe      

                                                                         

                                                                               

 
03 Novembre 2009

Nimia tabula rasa

  Pagina bianca all'orizzonte..

Un 30 ottobre all'annunciata tappa del Progressive Nation 2009 in Conegliano City! Programma di Bigelf, Unexpect (sconosciuti), Opeth e gli agognati Dream Theater.

                                                                                                                   
 
In un crescendo tranquillo fino all'inverosimile si sono susseguite i vari brani, alcuni interminabili, altri meno fortunatamente! Unexpect fantasiosi, Opeth pesanti come macigni mastodontici con questi assoli assurdamente prolungati, Dream sfavillanti e spettacolari. Peccato per quei sottospecie di growl iniziali, che esulavano completamente dal loro stile!! E anche per le pochissime canzoni tratte dagli album meno recenti (da quanto mi è sembrato, solo Sacrified Sons e Solitary Shell...e non sono sicura di The Answer Lies Within, correggetemi se sbaglio).

Se non fosse stato per la loro parentesi finale entusiasmante e per il loro intrattenimento, sarebbe stato veramente un flop come (mio primo) concerto.

Mi aspettavo di pogare almeno un pochino. Vorrà dire che sarò costretta a partecipare ad un altro per farmi schiacciare ben bene e per soffrire almeno un po' di più!



          

                                              



Calato il sipario sul concerto, ho deciso di alzarne un altro, molto più intellettuale e raffinato, quello sulla mostra intitolata ai segreti della Città Proibita che ha aperto il 24 ottobre a Ca' dei Carraresi a Treviso.

Un susseguirsi stupefacente di ori immacolati, giade preziose dal valore inestimabile, porcellane antiche di 600 anni, ali di martin pescatore, rotoli di seta dipinti, statuette, gioielli, abiti sontuosi, abbaglia e trascina il visitatore nella conoscenza del regno di Yongle, terzo Imperatore della Dinastia dei Ming, e raggiunge il suo culmine nel modellino in legno di paulonia che presenta la grandiosa reggia nei minimi dettagli.

Un modo insolito per scoprire qualcosa in più di questa civiltà lontana nello spazio e nel tempo, un viaggio attraverso reperti che non hanno mai varcato il confine cinese, incuriosisce e stupisce e fa apprendere la grandezza e la maestosità del Celeste Impero.


                                                       

   
                                                                  
Budda (bronzo dorato, Jingtai 1449-1457)

 
Sempre più ambisco alla cultura e all'arte in tutte le loro forme, remote e prossime, perché mi arricchiscono come nessun'altra cosa.


Si ringrazia calorosamente la gentile partecipazione e la disponibiltà del mio accompagnatore. :)

 
21 Settembre 2009

Boh... non mi capisco...

  Non so bene cosa stia accadendo in realtà. Forse mi sono fatta prendere un po' troppo dalla foga e sono stata travolta dagli eventi. Non so cosa fare, non so che strada prendere!

Andare, non andare, comprare, non comprare, suonare, non suonare, essere pigri o non esserlo, indossare la maschera, non indossarla, e una miriade di altre scelte.

Non riesco a decidere ogni cosa, sono troppo confusa, non so da che parte andare.

Suonare? Perché? Per quale ragione? Per occupare il tempo che dovrei usare per studiare.

Ma il tempo mi pare di perderlo in ogni momento, anche andando a lezione ogni mattina, anche camminando o parlando o chiaccherando. È terribile! Per ogni cosa che faccio il tempo mi pare perso. Come potrei utilizzarlo altrimenti? Le giornate volano, i minuti, le ore sfuggono di mano. È tutto così fugace, il mondo è troppo frettoloso, non riesco più a stargli dietro.

Devo prendere delle decisioni ma non lo faccio, rimando e aspetto di continuo, e questo pesa tantissimo nell'economia della giornata, della settimana, del mese!!

Andare a bolzano o non andare? Contattare il maestro per riprendere a suonare o non farlo perché insegna solo il lunedi, giorno in cui sono all'università dal mattino alla sera? Spendere o risparmiare? Essere socievole o no? Tutto ha un suo peso, e ci sono troppe, troppe scadenze, termini brevissimi entro cui bisogna decidere senza alcuna esitazione, senza poter pensare.

E mi è necessario riflettere, il problema è che spesso la decisione non viene presa comunque.

 

Mi sento così povera... ho una media di merda, non so fare nulla, non so le lingue, non ho nessun titolo valido per ora, cosa ne sarà di me tra qualche anno?? Che capacità ho? Devo ancora saperlo!

Ho davvero un senso di spaesamento, confusione perenne, caos totale, mancanza completa di qualsiasi tipo di ordine. Studiare o non studiare?? Restare indietro o tentare di annaspare in superficie?

Non so nulla... priva di alcuna certezza mi affaccio ogni giorno ad una nuova giornata caotica non sapendo bene perché vado in quei posti, incontro quelle persone, faccio quelle cose.

È traumatizzante... diventerò schizzata di questo passo... dovranno ricoverarmi!!

Uahuahuah sono pazzaaaaaaaaa...


                                         

 
23 Agosto 2009

Non so se sia vero...

Ma alcune persone non sono abbastanza intuitive da non lasciarsi sfuggire una bella amicizia con me.
non vengo apprezzata evidentemente... non dai miei coetanei... o per meglio dire, da quelli che una testa non ce l'hanno...
beh, peggio per loro. altro non posso dire.
beccatevi le oche giulive e siate felici e contenti. ma non lamentatevi di non trovare ragazze serie.
quando le avete ve le lasciate scappare, e la verità è che non le meritate affatto... 

Ragazze serie, ragazze brave!! facciamoci valere e facciamola pagare a tutti quegli individui privi di cervello, maghi del divertimento e del casino.

 
11 Agosto 2009

Il suggerimento

 

Allora...
"Vede dentro? C'è un'intera squadra di calciatori che viene a mangiare da due settimane ogni mezzogiorno,
e mai nessuno mi ha chiesto neanche come mi chiamo!!"
"Eh ma sono timidi... sai cosa dovresti fare? metterti un pendaglio al collo con scritto "cerco"".
"Cerco cosa? secondo me non funziona!"
"Beh, cerchi di tutto... il tuo io, un lavoro, qualsiasi cosa! Vedrai che allora ti chiederanno cosa cerchi facendo così
il primo passo". 

Allora io mi chiedo... non credo alla storia della timidezza, magari qualcuno lo sarà pure, ma tutti no!
Credo alla stanchezza e alla fatica, che nessuno abbia voglia di chiaccherare, perlomeno con la sottoscritta!
Sarà mia la colpa? Non riesco a spiaccicare neanche una parola!! "Ciao" e basta!!
Forse se gli faccio cadere un piatto addosso magari si accorgono......
Ne ho ricevuti di suggerimenti... andargli addosso, rovesciargli di tutto, cadergli addosso, inciampare casualmente, bloccarli all'entrata, chiedergli a bruciapelo il numero di telefono (un po' estrema)......
A dire il vero ce n'è proprio uno che mi piace ma non riesco assolutamente ad attaccare bottone... è più forte di me,
neanche mi guardano... e io mi scoraggio, non riesco neanche a provare. Restano ancora due giorni...
Riuscirà l'impavida eroina ad ancorare almeno un calciatore???

 

 
09 Luglio 2009

Schifo, ma estate.

  Che dire, la mia pausa estiva inizia con amarezza e delusione...
E cerco di tirare le somme di quest'anno, e come al solito non ne esce nulla di buono.. quasi tutti gli esami fatti, ma sempre in modo mediocre e approssimativo, ottendendo una media affondata e deludente.
Chissà perchè vengo sempre così mortificata... sarà la sfortuna, ma ogni volta che studio davvero, le cose non vanno bene, anzi. Mi chiedo davvero cosa ci sia che non va, forse non ho fatto la scelta giusta.
L'anno scorso fui delusa dalla maturità, quest'anno dagli esami e dall'università. So che a volte bisogna accontentarsi, ma io non voglio arrendermi ai primi voti bassi, vorrei ottenere qualcosa di  meglio, ma più lo desidero, e meno riesco a raggiungere l'obiettivo..  

Non vengo mai premiata per i miei sforzi, in niente, vengo sempre mortificata. Mi chiedo davvero perché...

Riconosco che non è giusto lamentarsi per questo, ma uno si impegna, e vorrebbe buoni risultati, invece no, e io sono fatta così. Ci resto male.

Mi sto domandando come gira il mondo, perchè le persone che alle superiori erano mediocri, ora invece vivono di eccellenze, invece io... sigh... 

E con questi pensieri non riesco nemmeno a godermi l'inizio di queste sudate vacanze, che non ho idea di che vacanze saranno, data la mia solitudine, la mia apatia e la mia pigrizia. Si preannuncia davvero un'estate deprimente, come tutte quelle che ho passato del resto. Nessun divertimento, l'unica cosa che farò sarà andare a Monaco 4 giorni, ed è davvero tanto per me, considerando che non esco mai di casa!!

Per il resto, mi aspetta Anna Karenina, giusto per rendere il tutto ancora più divertente.
Forse lo faccio per autolesionismo, ma i classici mi aiutano a tornare alle mie origini, quelle che mi mancano profondamente e di cui sento nostalgia, e che nel contesto universitario in cui mi trovo nessuno può capire veramente.


Da questo dovrei capire che ho sbagliato la mia scelta? e invece no, non lo capisco, perchè non avrei mai voluto studiare lettere.
Ho pensato che l'avrei coltivata come una passione attraverso la lettura, magari con un viaggio.
Ma la pulsione verso le forme d'arte resta, e con essa la voglia di ampliare la mia conoscenza in quel senso, più che in quello economico!!

Quindi, ho sete di classici, ne divorerei parecchi se mi mettessi d'impegno, per dimenticare almeno la delusione di quest'anno, che non è certo stato gratificante.
Mi sento una pazza, piuttosto incoerente, perchè il cuore mi tira da una parte, ma la mente e la volontà verso un'altra, e io so che dovrei seguire quello che mi dice il cuore, ma sento come un'obbligo di finire quello che ormai ho iniziato, e la pena che devo pagare è quella della mortificazione, a quanto pare.


Sono pazza, lo so, mi faccio una montagna di seghe mentali, ma è come se fossero la mia droga, l'unico modo per sfogare tutte le mie ansie e preoccupazioni, per trovare delle risposte che non so dare, per arginare in qualche modo il vuoto che mi circonda, per non continuare a cadere nel baratro..

 
14 Giugno 2009

La musica non è scontata.

  E per la prima volta sento che mi manca e desidero suonare.

Mi accorgo che non ho mai conosciuto il vero piacere di suonare perché in fondo mi sono sempre sentita obbligata a farlo, anche dall'abitudine che ormai era totalmente radicata in me.

Ma se fosse un piacere, sarebbe davvero un modo stupefacente di essere in armonia con se stessi e con il mondo. È questo che scopro ora, e vorrei scoprire con uno strumento tra le mani.

Ho già una piccola idea, dato che a undici anni avevo iniziato a prendere delle lezioni.


Non ricomincerei mai con il flauto, significherebbe riportare alla luce molte sensazioni spiacevoli. E io voglio esattamente il contrario, un oggetto a cui dedicarmi e in cui impegnarmi, ma perché io lo desidero, non perché qualcuno me lo imponga.

E dato che ho vent'anni e sono in grado di prendere delle decisioni, vorrei poter avere questa possibilità...

Si tratta solo di mettere in pratica un'idea, un progetto. Spero solo di riuscirci... è una delle poche cose di cui mi sono convinta in questo periodo, nonostante la perenne indecisione.

Quando? Spero presto...



                               

 
02 Maggio 2009

E un giorno tutti dovranno pagare..

Sarà la stessa natura che si ribellerà e si vendicherà di come la stiamo trattando. Stiamo uccidendo l'unico mondo che possiamo abitare. Uccidendo lui, uccidiamo noi stessi.


                                                 

 
16 Aprile 2009

Credi o non credi?

  Credi o non credi?

Poco fa qualcuno mi ha posto questa domanda.

La risposta è: non lo so! Ecco, bravo... mi hai fatto venire in mente qualche spunto di riflessione, su cui tra l'altro rimuginavo da un po' di tempo.

La religione è affar serio, non è limitata alla domanda "credi o no".

Credi in cosa? Che ci sia Dio?

Chi è Dio? Da dove viene? È stato partorito dalla mente degli uomini o da un'essenza divina? Dio di quale religione? Brahma, Buddha, Allah, Jawhè...
quale è giusto? Qual è l'unico e innegabile?

O è un unico Dio diviso in molteplici rappresentazioni per renderlo accessibile alla mente umana?

Non lo so. Credere in fondo non significa rispondere ad interrogativi esistenziali, religiosi, filosofici.

È molto più semplice, basta pensare che qualcuno o qualcosa esista in qualche luogo indefinito. Forse quel luogo è proprio il nostro animo, quello che noi chiamiamo spirito, il cuore metafisico (thumòs o ànemos?).

In quel luogo, c'è un angolo dedicato a qualcosa di intangibile, elevato ma che sentiamo in qualche modo vicino.

I culti hanno diviso popoli interi, li hanno fatti combattere, amare e unire. Qualche decennio fa, il culto riuniva la comunità in chiesa, faceva conoscere le persone e le radunava in un piccolo ma grande mistero: quello della fede. Culto equivaleva veramente a prendere parte alla società, perché quest'ultima diventava compatta proprio nell'ambito della fede.

Oggi? Credere è una scelta personale. O per meglio dire, portare dentro di sé qualcosa di intangibile ma vicino, è una scelta che ognuno dovrebbe poter compiere senza influenze di alcun tipo.   

 

Essere battezzati è un'influenza notevole. I genitori scelgono la religione per il bambino perché egli non è in grado di intendere.

Allo stesso tempo, quando si cresce, si prende una certa strada.

Io ho preso quella del non praticare. Credo sicuramente in qualcosa, ma non pratico.

Penso che dovrebbe essere un percorso personale. Se tu scegli di aver fede, devi impegnarti in questo. Non come un'obbligo, ma un piacere, il piacere di sentirti più ricco, completo, forse speciale.

Avere fede per me non significa solo recitare una preghiera o recarmi ad una funzione.

Significa capire quello che sto facendo, e soprattutto conoscerne il motivo.

Non per abitudine, o per voglia di aggregazione o di conoscenza, ma per ricchezza interiore, perché quell'entità, quell'idea ti possa dare speranza, fiducia per la vita in un mondo scuro, insicuro e difficile.

 

Quindi, non posso dire di essere credente, perché non ho ancora iniziato il mio percorso. Voglio che sia impegnativo e serio. Voglio prima capire di cosa si tratta, cosa dicono i testi sacri, le preghiere, perché dovrei essere motivata a scegliere una certa strada.

Non è solo abitudine, ma voglia di conoscere, di andare a fondo, di non restare in superficie.

Non voglio essere una foglia secca e caduca, ma un ramo ricco di linfa.

Forse non inizierò mai il mio percorso, perché purtroppo la vita quotidiana è come un vortice: ti trascina e uscirne è quasi impossibile.

Ma se voglio scegliere una via, è necessario fermarsi e fare spazio tra le mille cose che ci avvolgono quotidianamente e chiedersi: chi sono?
Perché vivo? Cosa ci faccio qui in questo istante? Forse sono stata scelta per portare a termine un compito, e devo impegnarmi in questo se non voglio essere una foglia secca, una "donna-bambino".

 

Ebbene si, la lettura di Siddharta  mi sta influenzando molto, ma credo davvero in quello che questo romanzo mi sta trasmettendo. Con un linguaggio accessibile e immediato, fa riflettere su quello che altrimenti non avresti mai pensato.

 
Ecco, io dico: non credere a quello che ti fanno credere, ma a quello che tu vuoi credere... spesso è meglio sbagliare, che non essere affatto convinti.


                                                           
                                                           

 
13 Aprile 2009

Singing in Silence

November Rain
Do you need some time
On your own
Do you need some time
All alone
Everybody needs some time
On their own
Don't you know you need some time
All alone

I know it's hard to keep an open heart
When even friends seem out to harm you
But if you could heal a broken heart
Wouldn't time be out to charm you

Jaded
My, my, baby blue
(Yeah I've been think'n 'bout you)
My, my, baby blue
Yeah, you're so Jaded
And I'm the one that Jaded you



Accolade II
On the field - with sword and shield
amidst the din of dying man's wails
War is waged - and the battle will rage
until only the righteous prevail

From the shadows comes a man,
returning to his land - Winds of change
taint the sweet smell of home

And all around him, he can see
the pain and misery
this tyrant's reign is through
"I will stand and fight... Will you?"



Crazy
That kinda lovin' turns a man to a slave
That kinda lovin' sends a man right to his grave

I go crazy, crazy, baby, I go crazy
You turn it on - then you're gone
Yeah you drive me crazy, crazy
Crazy for you baby
What can I do, honey
I feel like the color blue




Sweet Child Of Mine
She's got a smile that it seems to me
Reminds me of childhood memories
Where everything
Was as fresh as the bright blue sky
Now and then when I see her face
She takes me away to that special place
And if I'd stare too long
I'd probably break down and cry

Sweet child o' mine
Sweet love of mine



Bring Me to Life
How can you see into my eyes like open doors?
Leading you down into my core where I've become so numb
Without a soul, my spirit sleeping somewhere cold
Until you find it there and lead it back home

Wake me up
(Wake me up inside)
I can't wake up
(Wake me up inside)
Save me
(Call my name and save me from the dark)



Paradise Lost
Looking down from ethereal skies
Silent crystalline tears I cry
For all must say their last goodbye
To Paradise...

My yearning is silenced by angelic skin of white
Love conquers all though heaven's fall
This fateful night

Oh, yours or mine, damned of divine
Draw the line, serpentine



My Immortal
I'm so tired of being here
Suppressed by all my childish fears
And if you have to leave
I wish that you would just leave
Because your presence still lingers here
And it won't leave me alone

These wounds won't seem to heal
This pain is just too real
There's just too much that time cannot erase



Civil War
Look at your young men fighting
Look at your women crying
Look at your young men dying
The way they've always done before

Look at the hate we're breeding
Look at the fear we're feeding
Look at the lives we're leading
The way we've always done before
...
D'you wear a black armband
When they shot the man
Who said "Peace could last forever"
And in my first memories
They shot Kennedy
I went numb when I learned to see
So I never fell for Vietnam
We got the wall of D.C. to remind us all
That you can't trust freedom
When it's not in your hands
When everybody's fightin'
For their promised land
...
And
I don't need your civil war
It feeds the rich while it buries the poor
You're power hungry sellin' soldiers
In a human grocery store
Ain't that fresh
I don't need your civil war
...
I don't need one more war
Whaz so civil 'bout war anyway?

 
09 Marzo 2009

Ricominciamo.

Sei sempre stata brava a scrivere. Potresti fare di questa tua abilità qualcosa di concreto e rilevante.

 

Ma non sono mai stata costante. Scrivo solo quando ne sento la necessità. Devo ancora imparare a usare velocemente la tastiera. Inoltre, da quando sono sbarcata ai porti universitari la mia mente si è impigrita totalmente e anche le mie mani. Quindi sempre più spesso ho trascurato il mio piccolo spazio personale, per pigrizia più che per mancanza di voglia.

Ma ora i problemi sono tornati e sento la necessità di esprimerli. In effetti ci sono sempre stati, ma io ho cercato di non guardarli in faccia facendo finta di nulla. Ora non so neanche più scrivere, le mie frasi sono insensate, i miei argomenti non sostengono nessuna tesi valida.

Le formule si sono impadronite della mia mente. Numeri, cifre, lettere, parametri, simboli, matrici. Non più parole, frasi, periodi. Perché sto facendo una cosa che non mi stimola e per cui non sono motivata?

Perché sono una perfetta idiota.

Perché confido le mie speranze in una persona che non può ricambiare e soddisfare le mie aspettative? Aspettare.. attendere un tempo indeterminato. x alla infinito.

Perchè non ho amiche? Perché le persone che ritenevo amiche mi hanno dato buca il giorno del mio compleanno?

Perché allora non riesco a combinare altre attività oltre allo studio e al lavoro? Forse non sono capace di fare altro. Non so appartenere ad un gruppo. Sono un’estranea nello stesso mondo in cui vivo. Una vera aliena, ecco.

Avrei fatto meglio ad imbarcarmi su Keplero, il satellite della Nasa  che avrà il compito di rintracciare la presenza di un pianeta simile al nostro nello spazio vicino alla Terra.

 

Non c’è tempo per osservare le stelle, scriversi sms dalla mattina alla sera è inutile e dispendioso. Basta una telefonata, no?

Chi dice di volerti bene non ti dedica il suo tempo ma è preso da mille altri affari.

È davvero affetto? Io sarei pronta a sacrificare qualcosa se vedessi la persona a cui tengo di più soffrire. Ma non è questo il caso.

 

È il caso della matematica, degli integrali, delle funzioni. Per quelli posso anche permettermi di dedicarti un po’ del mio tempo.

Ecco un tipico esempio di pseudo-relazione troncata sul nascere per merito degli impegni, del tempo, forse dell’egoismo.

Ma non posso parlarne con nessuno, solo scrivere qui.

 

Cosa si deve fare? Si deve aspettare? O buttare tutto all’aria?

Prima si finisce, meno si soffre….

 
01 Dicembre 2008

Sfogo lunare

 

È la Luna che mi porta ad essere così depressa ad inizio settimana?

Mi è improvvisamente caduta addosso una grandissima malinconia. Mi mancano delle persone che non posso vedere, che sono lontane, quasi irraggiungibili. Un tempo ci vivevo insieme tutti i giorni. All’epoca non avrei mai pensato che mi sarebbero mancate così tanto.

Non vado matta per questa vita. Sono stata catapultata in un Universo gigantesco e sconosciuto. Difatto ho paura, ma non lo ammetto a me stessa.

Temo per matematica. Più continuo, più mi rendo conto di non essere in grado di ragionare e di svolgere meccanicamente ciò che mi viene assegnato. Alcune cose mi sembra di averle capite, ma poi rivedendole mi accorgo di avere dei buchi neri. Ecco, credo di stare per entrare in crisi…

Ho paura e mi lamento tanto, ma non riesco a superare la pars destruens!

Inoltre mi pare di non avere mai il tempo di svolgere tutto ciò che mi sono promessa di fare.

La solitudine ogni tanto riprende a mordere, ma è come una musica di sottofondo, che mi accompagna ovunque vado.

Mi sento di continuo fallita, pur non avendo fatto ancora nessun esame.

A gennaio ci sarà la prova del nove. Tenterò di agguantare i primi risultati.

Ma perché devo essere sempre così paurosa e timorosa?

 

Forse è la Luna… col suo sorriso sghignazzante, innocente ma atroce… e riesce ad influenzarmi terribilmente. Ritmi spezzati e discontinui, una vita fatta di rotture e cambi improvvisi di direzione. È normale? No… non ci sono punti di riferimento.

Ancora una volta non mi è possibile chiedere aiuto. Dovrò vedermela da sola.   

 

Tags: aiutooouuu
 
24 Novembre 2008

Anch'io vado di Stream of Consciousness

Ad economia mi sto economizzando, le mie già limitate capacità di scrittura si stanno ulteriormente atrofizzando... è davvero un peccato.
Mancanza della letteratura, dell'arte, delle lettere antiche, della storia greca e latica... che l'avrebbe mai detto?
Mi sento mutilata di una disciplina che mi ha sempre accompagnata lungo il mio cammino.
Mostra di Canaletto a Ca' dei Carraresi, Teatro Comunale... Durrenmatt... Brecht, però è a gennaio..


Ritiro da Facebook... troppi hermes a cui rispondere e poco tempo a disposizione su Giovani...
MMS che non funzionano, non so perchè... Treviso con la neve, Motorhead a Londra, aula 10, Au, tipi, treno, incomodità, grande ma piccolo Sole, matematica...bisogna ragionare e non agire meccanicamente come ho sempre fatto... ma come diavolo si fa??? non sono fatta per ragionamenti matematici, non sono nemmeno abituata, devo iniziare di punto in bianco... successioni, limiti, etc,etc...


Bilancio, riclassificazione, clienti, fondi, disciplina civilistica... esame dopo Natale, e....   devo passarlo.
DEVO. Idoneità di inglese... paura di fallire in tutto.... visione pessimistica non fondata sulle probabilità ma semplicemente sui miei stati d'animo.
Come al solito insomma. Bandw... non ti sto certo dedicando molto tempo in questo periodo... prima eravamo molto più uniti, seppure dal punto di vista multimediale.. ora sono entrate molte componenti che mi hanno portato a trascurarti un pochino... ma non pensare che non siamo più amici, il nostro rapporto continua, e ci tengo molto al proseguimento.
Idem con patate per gclark... il mio karate kid preferito. =)

Maglietta da lavoro con collo a barca, troppo corta e stretta. Farò scandalo... wuahuahuah. Mi basta la M, no? certo, ovvio, a meno che non mi cresca improvvisamente la pancia per le abbuffate di Cioppini =)
MMMMM... mmmm... stelle... Liona. Troppe stelle da vedere lassù, ma la notte è troppo fredda e l'ora tarda. Non c'è mappa celeste, bisognerebbe procurarsela, non credi? Finalmente potremo sapere cosa ci sovrasta con precisione.

Osservazioni.. passione per tutt'altro che l'economia, la matematica, il diritto. ù_ù
Mancanza di vecchie conoscenze... voglia di rivedere persone lontane nel tempo e nello spazio.
Disagio in mezzo a persone che si conoscono da tanto tempo e scherzano fra loro. Isolamento non effettivo, ma comunque reale.
   

Voglia di fumetti.
D'amore.
Di qualcosa che non ho mai avuto finora.

Di non sottomettermi alle convenzioni.
Di non salire mai su quella maledetta Yaris Senza Cruscotto.




                                                                      

                                                                         Sclero universitario del lunedì (S.u.l.)

 
29 Settembre 2008

Io sono brutta

Sono davvero brutta allora?

Tutti quelli che incontro praticamente mi dicono che potrei migliorare se mi vestissi meglio, se mi truccassi, addirittura se dimagrissi, etc, etc...
Ma io non voglio farlo. Insomma, io mi piaccio cosi... non vorrei mettermi in tiro per andare a lezione. A che mi serve? Non mi interessa piacere alla gente. Se gli vado bene così ok, altrimenti non so proprio cosa farci.
A volte ho l'impressione che mi guardino in modo sprezzante e dicano: "Te si proprio sfigà"... 
So di farmi una montagna di problemi per niente, ma questo fatto mi fa davvero sentire a disagio.
Sembra che una felpa, un paio di jeans, scarpe da ginnastica e una coda mezza sfatta non vadano bene per apparire in pubblico. Ma io non sono una sciattona, semplicemente mi piace la comodità. La mia esteriorità è specchio dell'interiorità.

Veramente, ho quest'impressione. Ma il mio guardaroba ormai è cosi, non posso cambiarlo totalmente e spendere una marea di soldi solo per piacere, è insensato secondo me. I vestiti che ho mi piacciono, sono comodi, e cosi pure le scarpe. I capelli anche. In effetti l'ultima volta che li ho tagliati non ero rimasta soddisfatta.
Ma non ho potuto rimediare. Ho pensato che probabilmente l'avrei fatto fra un po' di tempo.
Il trucco... se inizi poi non smetti più, almeno secondo me. Poi le persone si abituano a vederti così e sembra che devi truccarti apposta. Senza trucco sembra di essere più giovani di quello che si è. Infatti a volte mi scambiano per una quindicenne.
Ma d'altra parte non vorrei per nulla al mondo sembrare più vecchia.

Sto parlando di bellezza esteriore... perchè ho sempre più l'impressione che essere belli equivalga ad essere modaioli o fighi o curati al massimo.

Allora io sarei proprio un mostro.


    Presente!!       

 
10 Settembre 2008

Without a word

[...]
Signorina, posso darle un consiglio?
Diventi grande, invecchi restando così com'è, senza cambiare mai.
[...]



                                                         

 
08 Settembre 2008

La sai l'ultima...?

L’ultima che ho sentito è questa: la f**a è il punto di riferimento di un rapporto, tutto il resto viene dopo. Inoltre uno si innamora solo dopo che lo si porta a letto.

 

Non riesco più a raccapezzarmi.

Genere maschile, ho perso completamente la fiducia che avevo in te, se mai ne ho avuta. Mi sono stufata di chi mi chiama solo per ottenere QUELLA cosa.  

Non possono essere davvero TUTTI così. Io sono la prima che non bussa a tutte le porte in cerca dell’amore, se arriva bene, altrimenti pazienza! Ma questo è troppo, insomma, mi sembra che ce ne sia abbastanza di gente disposta a vendersi, quindi non capisco perché mi si venga a rompere i cosidetti per questi odiosissimi motivi…

Tags: rapporti
 
01 Settembre 2008

Question

Boh.. ma sono tornati di moda gli occhialoni alla Sandra Mondaini?
Quelli che ti nascondono mezza faccia... li vedo addosso a sempre più gente "trendy"...



Chissà perchè vedo sempre tante foto di persone con gli occhiali da sole.. e più grandi sono meglio è, più nascondono...
Ho l'impressione che qualcuno voglia nascondere gli occhi... ma se l'esibizionismo non ha limiti, perchè nascondere proprio gli occhi?

A me bastano gli occhiali da gangster, o almeno mi hanno detto che quando li indosso assomiglio ad un gangster.
Ma non li porto per essere figa o chissà cos'altro... solo perchè altrimenti iniziano a lacrimarmi gli occhi e non ci vedo più.
Non sono un vero accessorio indispensabile, se serve li uso altrimenti no.

Gli occhiali in realtà non sono che la punta di un iceberg...
Non sarò mai trendy nè figa... chi mi vuole diversa sappia che è impossibile.
L'esteriorità per me ha troppo poco peso... anche se dovrei valorizzarla data la mia giovane età, non ne sono capace.


Questa è la mia posizione in merito... ma il mondo sembra essere dell'opinione opposta, tutto gira attorno all'aspetto e alla "figaggine", come la chiamo io.
Forse vali di meno se non sei figo, accessoriato, alla moda?

F. Mj. help me.

 
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